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sabato 14 marzo 2015

Napoli, New Media Art tout court

"[…] L' ultracontemporaneo, "l'arte di adesso" su cui Thierry Geoffroy fonda la prima biennale Danese in corso d'opera, vede in questo periodo in Napoli un teatro efficace alle più innovative tecnologie applicate ai contesti artistici."

Stefano Cagol
flyer "Dammi la tua energia" - Stefano Cagol
the body of energy
In questi giorni Stefano Cagol, vincitore del premio VISIT 2014, è stato all' Unisart grazie al museo Madre con il suo progetto itinerante 'The Body of energy' che utilizza la fotografia termica come mezzo estetico. Se l'immagine si definisce attraverso la luce, 'the body of energy' vede le figure definirsi in base al parametro del calore. Le immagini che ne fuoriescono sono in una particolare scala cromatica. Attraverso una interpretazione secondaria viene restituita la sensazione tattile delle ambientazioni e dei soggetti impressi graficamente e cromaticamente dal mezzo tecnologico. Un esempio di come la fotografia, l'estetica, la cromia, l'effetto di disturbo restituiti dall'uso di uno specifico mezzo tecnologico forniscano spunti per ricerche espressive e comunicative di grande impatto e novità. Per cui il mezzo tecnologico possiede intrinseche delle potenzialità comunicative che gli artisti dispiegano e piegano alla propria ricerca. L'artista sempre più padrone della tecnica assume un ruolo di comunicatore visivo. Segue la medesima logica l'applicazione della radiografia in tempo reale alla campagna Diversity & Inclusion – Love Has No Labels della Ad council che ha spopolato sui social media. La installazione organizzata per la campagna negli Stati Uniti comporta l'uso di uno strumento tecnologico di acquisizione di un'aspetto del reale trasposto sul piano visivo in una operazione estetizzante. Anche se non è propriamente una operazione artistica, la visione a raggi X applicata alla comunicazione visiva esprime con grande forza il messaggio contro il razzismo e la xenofobia che Ad council ha richiesto ai suoi esperti della comunicazione.
Art campaign
www.lovehasnolabels.com
In queste sperimentazioni la figura umana è soggetta a una fluttuazione della identità. È così che l'arte si spoglia della personalità ai fini comunicativi, generando alterazioni, stilizzazioni, distorsioni video che diventano iper-immagine: lo stratificarsi di sensi (percezione e pensiero) sulla rappresentazione della realtà, una esperienza del mondo arricchita con la esperienza artistica. Dal progetto transnazionale di Stefano Cagol, passando per l'arte virale e il communication design, fino all'arte performativa, la videoarte risponde alle esigenze espressive contemporanee.
Sara Lupoli
Album-Toi, mon miroir di Sara Lupoli
con Marianna Moccia ed Elena Cocci
Al Teatro Galilei della Città della Scienza di Napoli il 14 Marzo va in scena la danza di 'Abum-Toi, mon miroir', prodotto dalla francese PianoBe e diretto da Sara Lupoli, è contaminato di nuove tecnologie applicate. In questo spettacolo la scenografia, l'installazione video si fondono nella videoarte di CtrlAltLab con Carmine Spizuoco, i quali hanno sviluppato (attraverso gli strumenti di processing e acquisizione visiva in tempo reale) una proiezione che "danza" insieme con i ballerini reagendo ai movimenti del loro corpo, dialogando con la coreografia e contribuendo allo sviluppo narrativo.
L' ultracontemporaneo, "l'arte di adesso" su cui Thierry Geoffroy fonda la prima biennale Danese in corso d'opera vede in questo periodo in Napoli un teatro efficace alle più innovative tecnologie applicate ai contesti artistici.

videoarte per la scenografia interattiva
CtrlAltLab e Carmine Spizuoco

These days Stefano Cagol, winner of the 2014 VISIT prize, was in 'Unisart with the partnership of the museum of contemporary art Madre with his traveling project  'The Body of energy'  using thermosensitive photography as an aesthetic medium. If the image is defined by the light, 'the body of energy' sees figures defined basing on the parameter of their heat, coming out in images with a particular color scale. Through a secondary interpretation is given back the tactile diagram of the setting and the subjects, impressed graphically and chromatically by the technological mean. An example of how photography, aesthetics, colour, disturbance returned from the use of a specific technological mean provides ideas for expressive research and ideas for communication of great impact and novelty. So the artists unfold and bend to their research the potential intrinsic in technological means. The artist becomes more and more the master of the technique serving visual communication. Following the same logic, the application of X-ray in real-time in the campaign – Love Has No Labels for the Ad council  has burst through social media. The installation organized for the campaign in the United States involves the use of a technological tool for the acquisition of an aspect of reality transposed through an aesthetic operation on the visual perception. Although not exactly an artistic operation, the X-ray vision applied to visual communication expresses with great force the message against racism and xenophobia that Ad council wanted from its communication experts. In these experiments, the human figure is subject to a fluctuation of identity. That's how the art is stripped of personality for communication goals, generating alterations, stylizations, video artifacts becoming hyper-images: the stratification of senses (perception and thought) on the representation of reality, a world experience enriched with the artistic experience. From transnational projects, through viral art and communication design, up to performative art, video art meets contemporary expressive needs. At Teatro Galilei in the City of Science in Naples, March 14, stages the dance of 'Abum-Toi, mon miroir', produced by the French PianoBe and directed by Sara Lupoli, contaminated with new technologies. In this show the set design and video installation merge in the art of CtrlAltLab with Carmine Spizuoco, who have developed (through the tools of processing and video acquisition in real time) a projection that "dance" together with the dancers, reacting to the movements of their body, inscribing itself within the choreography and contributing to the narrative development. The 'ultra-contemporary', "the art of now" on which Thierry Geoffroy founds the first Danish biennial, at present under construction, finds in Naples a theater that's effective to the most innovative technologies applied to artistic contexts. 

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