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mercoledì 16 marzo 2016

'Candide' di Mark Ravenhill - Teatro Mercadante

Candide è uno spettacolo nel senso aggettivo della parola. La piece, una rivisitazione magistrale del Candido di Voltaire, rappresenta la rilettura di Mark Ravenhill, il quale si rivela un autore di professione più di quanto non vorrebbe dare a vedere. Lo spettacolo, pur afflitto dalle nervosità dialogiche della scrittura contemporanea, realizza il surreale sguardo del nostro tempo su un'opera mitologica del pensiero illuminista, attraverso le tecniche del manierismo shakesperiano di un ‘teatro nel teatro’.
L’innovazione di volta della piece è l’elemento del viaggio nel tempo, prestito cinematografico, che si realizza nella divisione dei cinque atti: altrettanti salti temporali tra settecento, una metafisica scoperta delle Americhe in Eldorado, i giorni nostri e la visione su un futuro prossimo imprecisato.
il Candide in questione è preso dall’ambiguità di vedersi rappresentato, protagonista della piece, e incarnare un Candide interiore, a rappresentanza del sentimento di umanità dei personaggi di Sarah e della figlia, rispettivamente Francesca Mazza e Federica Zacchia. Infine, da ibernato, si sveglia alla decadenza del sogno idealistico di Cunegonde, una altrettanto complicata metonimia dell’Amore.
La grande macchina della messinscena dimostra la peripezia di un discorso coerente sull’ottimismo, profetizzato dal personaggio leibniziano di Pangloss, all’ombra della post-storicità del mondo globalizzato.
La stimolazione sensoriale, l’uso aggressivo della spazialità e degli audiovisivi, la bravura del cast nell’usare questi elementi realizzano a pieno le potenzialità del testo, televisivo nella mescolanza dei linguaggi, maleducati nel rappresentare il settecento, ingenui nel descrivere il salto nella contemporaneità degli ultimi atti. Esce fuori un disegno complicato, poco toccante, che funziona come forte suggestione sensoriale. Una riflessione di grande attualità che invita all’approfondimento di temi caldi, ma si fa prendere dal callo dell’intrattenimento, con lode all’istrionismo degli attori.
Questo spettacolo deve essere visto, con uno sguardo della genialità, che sembra riversatasi tutta nella regia di Fabrizio Arcuri, che ne custodisce il codice: un linguaggio dell'inventiva senza fondo, esaltante e raro.

Lorenzo Buongiovanni, 16 Marzo 2016, Napoli

Fotografie di Achille Le Pera © —
'Candide' di Mark Ravenhill, regia Fabrizio Arcuri
TEATRO MERCADANTE 15 marzo 2016 20 marzo 2016


traduzione Pieraldo Girotto
regia 
Fabrizio Arcuri
con Filippo Nigro, Lucia Mascino, Francesca Mazza, Francesco Villano, Matteo Angius, Federica Zacchia
e con Domenico Florio, Lorenzo Frediani, Giuseppe Sconditti, Francesca Zerilli
e la partecipazione straordinaria di Luciano Virgilio

musiche 
H.E.R.
scene Andrea Simonetti
costumi Fabrizio Arcuri
video 
Luca Brinchi, Daniele Spanò
live visual 
Lorenzo Letizia
assistente alla regia 
Francesca Zerilli
assistente ai costumi 
Valeria Bernin
produzione Teatro di Romain collaborazione con Centro Teatrale Santacristina

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